Da amante di Londra, e senza squadre italiane ancora in corsa, sono contentissimo che il Chelsea 
si sia qualificato per la prima volta nella sua storia alla finale di Champion's League, e sperando che la vinca contro i Red Davils. E speriamo anche per la Fiorentina domani...
Immagine del calcio rotante, mossa segreta di Chick Norris...

Ovviamente Chuck Norris approva questo post e questo blog...
Preso dal sonno alla fine della partita mi sono messo sotto la mia copertina e mi sono addormentato. Forse, come mi faceva notare il mio amico Andrea, era meglio se mi addormentavo durante la partita, mi facevo 90 minuti di sonno in più. In settimana si era parlato di questo ballottaggio Sosa-Calaiò su chi dovesse affiancare Lavezzi in attacco, e come spesso succede tra i due litiganti il terzo gode. In questo caso i terzi sono due, uno è Bogliacino,
che sarebbe comunque sceso in campo a formare il trio di centrocampo viste le assenze per squalifica di Gargano e Blasi. L'altro è Francesco Montervino
, il capitano, che forse, nonostante abbia giocato una discreta partita, è più utile in panchina e nello spogliatoia. La partita comincia però nel segno del Napoli, che per tutto il primo tempo ha attaccato ma senza mai portare dei pericoli seri dalle parti di Manninger, apparte un paio di tiri di Mannini usciti al lato della porta. Nella ripresa la musica non cambia, il Napoli attacca, stavolta con più convinzione, ma il risultato raramente cambia, nonostante l'ingresso in campo dei due grandi esclusi della vigilia Sosa e Calaiò. Qualche pericolo viene dalla nuova posizione assunta da Lavezzi che con una (o due) punta/e davanti è più libero di svariare in tutta la metà campo avversaria. La partita si riduce comunque, negli ultimi minuti a lanci da dietro, sopratutto di Cannavaro, cercando la testa di Sosa, che molto spesso ha imbeccato i suoi compagni mandandoli in porta. Oggi non è successo, sarà per la prossima volta. Forse nell'ultimo affondo, la mano del difensore del Siena che si vede dietro Sosa che cade, qualche fastidio all'attaccante l'ha data...chissà! non sono riuscito a sentire Pistocchi con la moviola, ero troppo stanco e assonnato. Comunque la partita si chiude sullo zero a zero, senza molte emozionie con molti errori del Napoli. Un punto che fa comodissimo al Siena, che è matematicamente salvo, e al Napoli, che zsecondo me la sua classifica l'ha già fatta. Una citazione però mi permetto di farla. Vedendo le partite del Napoli, mi meraviglio sempre di come un ragazzo di 21 anni, alla sua prima esperienza in serie A possa fare delle prestazioni così maestose. Fabiano Santacroce
ormai è diventato una garanzia nella difesa azzurra, e anche oggi ha fatto una partita grandiosa, con anticipi e recuperi senza alcuna sbavatura, degna del miglior Fabio Cannavaro. Secondo me diventerà una colonna sia del Napoli che della nazionale italiana. Sta diventando un mio idolo, è troppo grande, Vai Fabiano che vai forte!!!
Ieri sera ho visto il film La Sposa Fantasma,
una commedia per lunghi tratti divertente, buona per passare una serata in allegria tra amici, anche se forse io avrei evitato in alcuni frangenti quei lunghi dialoghi che spezzavano l'andamento del film.
VOTO
6.5

la Feltrinelli Libri e Musica
via S. Caterina a Chiaia, 23 (ang. piazza dei Martiri) - 80121 Napoli NA
Lunedì 5 Maggio 2008 dalle ore 16:00
Parliamo di Studentessi, album impreziosito da collaborazioni di lusso di cui gli Elio e le Storie Tese.
In occasione del concerto di questa sera al Teatro Acacia, ospitiamo il gruppo al gran completo con una sorpresa: l'esordio in letteratura di Rocco Tanica con Scritti scelti male (Bompiani), una strabiliante e surreale raccolta di saggi, articoli, editoriali, fescennini, calembour. Siete pronti?
C’era proprio bisogno di un ennesimo ellepì in un panorama pop ormai saturo in cui l’offerta supera la domanda? Sì. C’era bisogno di ingenerare il sospetto che la vita non sia tutta rose e fiori attraverso proposte musicali foriere, e fioriere, di dubbi inquietanti? Sì. E chi, se non gli Elio e le Storie Tese, potevano farsi carico di tale mole di responsabilità? Difficili rapporti di vicinato, controversie interne alle coppie, celebrazione della tristezza e delle struggenti melodie della bossa nova, fino a Parco Sempione, canzone dedicata alla distruzione del parco di Gioia, recentemente raso al suolo, e a tutti i parchi la cui serena esistenza è minacciata dagli amministratori e dai suonatori compulsivi di bonghi.
Tratto da: La Feltrinelli.it
Grandi Elii, spero di esserci, anche perchè Christian Mayer l'ho già incontrato ed è un grandissimo!!!
Dopo la giornata di ieri mi viene in mente una sola canzone per battezzare lo statuto e la firma dell'atto costitutivo dell'associazione MarCuS (Marigliano turismo e spettacolo)...
L'anno scorso lo scoprimmo un po' per caso, grazie allo spirito di iniziativa dell'amore mio, ma quest'anno appena passati di fianco al bar che lo vendeva anche l'anno scorso abbiamo subito deciso di comprarlo perchè è delizioso.

Si chiama Caffè Zero, prodotto dalla Algida. Da quanto abbiamo potuto capire l'anno scorso era in prova, ma essendo buonissimo, spero e penso che abbia avuto un grandissimo successo e spero vivamente che quest'anno lo mettano definitivo. In pratica è un misto tra un caffè shakerato e un frappè con scaglie di cioccolato. I gusti sono tre espresso, cappuccino e mocaccino. Mi manca da provare l'espresso, ma se due su tre sono ottimi penso che anche il terzo, a fiducia sia ottimo. Vi consiglio vivamente di provarlo perchè è una cosa indescrivibile, poi quando l'avrete provato lasciatemi un commento per darmi il vostro responso.

Dato che l'ho visto solo in uno dei due bar che a Napoli lo vendevano anche l'anno scorso, penso che quelli che hanno fatto la prova la scorsa estate siano stati forniti per primi, ma presto (incrociando le dita) arriverà in tutti i bar d'Italia.
Poche volte sono stato d'accordo con Maurizio Pistocchi, ma quando oggi l'ha etichettato come un arbityro mediocre, sono stato più che d'accordo, perchè lui e la sua terna oggi ne hanno combinate di tutti i colori, che hanno aiutato il Parma, insieme ad altri fattori a perdere la gara di oggi. Perchè la partita è finita uno a due, ma è stata la squadra di casa a perdere la partita non certo il Napoli a vincerla. Il primo tempo si caratterizza solo per i due rigori consegnati dall'arbitro alle due squadre. Entrambi inesistenti ed entrambi trasformati da Cristiano Lucarelli e dal muro del pianto Maurizio Domizzi. Il secondo, quello fischiato al Napoli che ha l'aggravante dell'espulsione di Mariga, così come il rigore inesistente, secondo me qui c'è sotto qualche imprecazione di Mr Seccia, ma staremo a vedere. Qui in ogni caso finisce la partita e comincia la guerra. Nel Parma ci sono un paio di persone che definire calciatori è un eufemismo, perchè Gasbarroni e Falcone hanno passato tutto il tempo che sono stati in campo a cercare di far male agli avversari, sopratutto Lavezzi. Infatti durante uno slalom del Pocho Gasbarroni da dietro cerca veramente di affossarlo, e fortunatamente che Lavezzi è velocissimo, ma qui viene espulso Falcone per aver affrontato Gargano (anche lui espulso) che era accorso a difesa dell'amico Pocho. Fortunatamente in questo caos
Bogliacino riesce a segnare il goal dell'uno a due, che da altri tre punti al Napoli, consegnandogli la salvezza matematica e una vicinanza entusiasmante alla zona Europa. Il risultato come al solito i tifosi del Napoli l'hanno aspettato fino al novantesimo, perchè anche in dieci contro otto gli azzurri sono capaci di dare qualche possibilità agli avversari. Purtoppo le tensioni si trasferiscono poi nel sottopassaggio che porta agli spogliatoi, dove Paci cerca di provocare ancora i calciatori del Napoli che con l'aiuto delle forze dell'ordine non si lasciano trasportare nel caos. anche fuori succedono un po' di baruffe, ma ad ora niente di grave...fortunatamente...
Che delusioone questa nuova squadra, dov'e sono finiti Pietro, Alfio, Antonio, o volendo tornare un po' più dietro Luciano Russo, Fabrizio Nava. No, mi piange il cuore...
Che è successo a La squadra, la fiction sulla polizia di Napoli in onda per anni su Raitre? Diventata Nuova Squadra, spostato il commissariato dalla periferia di Scampia al centro di Spaccanapoli, cambiato il parco-attori salvo il sovrintendente Sciacca-Sperandeo e l’ispettore Battiston-Federico Tocci, s’è trasformata in una fiction all’americana, di quelle coi poliziotti insubordinati che fanno e disfano a piacimento, non rispettano la legge, compiono scorrettezze, menano le mani e sono sempre «imbufaliti». Ravello e Taricone, più Ravello che Taricone in verità, i due nuovi eroi «neri», ne combinano di tutti i colori: per coprire un amico poliziotto morto sul campo non perché fosse un bravo agente ma perché trafficava in droga, finiscono ricattati da un clan camorristico arrivando ad occultare un morto ammazzato buttandolo in un lago. Per fortuna mentre Ravello, in queste prime cinque puntate delle ventidue che ci aspettano, continua a recitare con gli occhi da fuori come fosse un cocainomane, Taricone finalmente è spaventato e comincia a desiderare di uscire dalla pericolosa situazione in cui si è cacciato. Sullo sfondo una città segnata dalla violenza e dal crimine. Vabbè che a Napoli quest’anno c’è stata la «monnezza» con tutto il suo contorno di proteste, grida e cortei, ma il bello della vecchia Squadra era il mescolamento tra dramma e commedia, tra casi di camorra con tanto di ammazzamenti e liti tra vicini con tanto di bisticci, di risate e di lacrime secondo quello che è il cliché tipico della napoletanità. Se Napoli deve essere uguale a Los Angeles, finzione per finzione, giriamo pure La squadra a Napoli per mantenere occupazione e professionalità, ma fingiamo che sia Los Angeles e non pensiamoci più!
Il più illustre tra gli scontenti, quelli che amavano la vecchia Squadra e non si rassegnano a vederla cambiata profondamente è Massimo Bonetti, per otto serie protagonista assoluto nei panni dell’ispettore Pietro Guerra. «Capisco tutto. Che si dovesse cambiare, che avessimo stancato, che per il bene della rete e della Rai il prodotto dovesse rinnovarsi. Ma perchè chiamarla La nuova Squadra? Mi si stringe il cuore vedendo il nostro logo perchè questa non è La Squadra. Né vecchia né nuova». Impegnato ancora con la Grundy nelle riprese di Medicina generale, soddisfatto del suo lavoro e della stima ricevuta dalla produzione, Bonetti oscilla tra il desiderio che questa nuova serie vada benissimo rinverdendo i fasti della precedente e il dubbio che non possa farcela e rovini anche il ricordo dell’altra. «Era, quello di la vecchia Squadra, un gruppo di attori straordinari: a che serve costringere questi nuovi a scimmiottare malamente gli americani urlando invece di recitare?». Lui trova che il cambiamento è stato troppo affrettato: una maggiore gradualità avrebbe aiutato. E per quanto lo riguarda si dichiara disponibilissimo a riprendersi il ruolo di Pietro Guerra: «Anche se la vecchia Squadra s’è conclusa con la mia morte, sono pronto per la riesumazione. Tanto è una fiction».
Che il mutamento sia stato di 360 gradi lo dimostra un particolare non da poco: non c’è più il supporto e la sponsorizzazione della polizia che in passato aveva scelto proprio quel gruppo di attori per una campagna di educazione alla convivenza civile. D’altra parte come poteva la polizia collaborare a un progetto su poliziotti corrotti sebbene in via di redenzione? Appoggio negato, dunque? Pare di no. «Per non metterli in imbarazzo non glielo abbiamo neppure chiesto», confessa Francesco Nardella, uno dei capistruttura di Raifiction, responsabile, tra le altre cose, di vecchia e nuova Squadra prodotta dalla Grundy. «Avevamo bisogno di un cambiamento di rotta. L’ultima serie aveva una media di ascolti di 7,39% tendente al calo però, questa nuova è di 8,99% in crescita. C’è speranza che si torni ai picchi dell’11% - 12%. E poi c’è un rinnovamento di pubblico: più giovani, più curiosi. Abbiamo pensato di puntare su altri ingredienti». Quali? «Tutti i protagonisti di questa serie avranno una evoluzione psicologica a partire dal vicequestore Paola Ricci-Lisa Galantini che pare gelida e determinata ma finirà per mostrare le sue debolezze. Per farlo siamo partiti con un racconto serrato, forte, urlato. Abbiamo dato un pugno nello stomaco ai fedelissimi ma se avranno la pazienza di seguirci scopriranno che non è così». E Napoli? Dov’è finito lo spirito di Napoli? «Forse abbiamo esagerato un po’. Qualche spunto per un sorriso potevamo metterlo anche in queste prime puntate. Ma arriverà. La serie è lunga, gli attori sono bravi: troveremo l’occasione per una risata».
FONTE: Russo Francesco Web
