Quest’anno le elezioni per il rinnovo di alcuni organi in seno all’Università degli Studi di Napoli- "L’Orientale" (il consiglio degli studenti, il Comitato Universitario per lo Sport ed il consiglio d’amministrazione dell’ADISU) cadono in un periodo quanto mai turbolento. Lo scenario è quello di un Ateneo in equilibrio precario sul filo della riforma Gelmini, con facoltà a rischio di chiusura. Abbiamo chiesto ad uno dei candidati al consiglio studentesco (per la facoltà di Scienze Politiche) di tracciarci un breve quadro della situazione in cui versa l’Ateneo: il candidato scelto è il mariglianese Luigi Pellegrino (per l’elenco completo dei candidati, consultare il sito).
Com’è il rapporto tra gli studenti ed i propri rappresentanti, eletti e da eleggere?
«E’ fondamentale, per il buon lavoro del rappresentante degli studenti, che siano proprio questi ultimi a rivolgersi a lui, onde farlo partecipe di problemi ma anche di idee. Spetta proprio ai rappresentanti degli studenti, infatti, portare le istanze degli iscritti presso gli organi competenti e cercare di ottenere risultati tangibili. Basti pensare che il presidente del consiglio studentesco fa parte anche del Senato Accademico, un luogo dove le problematiche studentesche possono essere portate a conoscenza del Rettore, dei Presidi e di altre figure istituzionali. Tuttavia, gli studenti dell’Orientale non sono sempre coscienti dell’importanza delle figure di rappresentanza, tant’è che alle scorse elezioni hanno partecipato in maniera a dir poco esigua. In realtà, però, la forza dei candidati- quali che siano- viene proprio da coloro i quali vanno a votare: un’alta percentuale di votanti sarebbe un segnale forte da mandare alle istituzioni, spesso colpevolmente assenti. Il discorso, naturalmente, vale a prescindere dalle preferenze espresse.»
Lei è uno dei candidati della lista Asterisko-Orientale ’05. In particolare quest’ultima associazione ha espresso, nelle scorse elezioni, il presidente del consiglio degli studenti (Giuseppe Cozzolino ndr). Quanto è stato fatto e quanto ancora c’è da fare?
«In due anni non è facile smuovere qualcosa: sembrano tanti ma in realtà è un lasso abbastanza breve se si considerano i tempi burocratici. Io sono candidato per la prima volta ma ho scelto le fila dell’Orientale ’05 proprio perché grazie alla determinazione di alcuni esponenti dell’associazione si è giunti a risultati importanti. Un esempio: due sedi dell’Orientale sono dotate di wi-fi, vale a dire Palazzo Giusso e Palazzo Corigliano. Il nostro obiettivo ora è far sì che questo servizio venga esteso anche alle altre sedi e soprattutto che sia reso realmente fruibile attraverso una maggiore comunicazione con gli studenti: molti, infatti, non riescono ad accedervi anche nelle sedi dove il wi-fi è disponibile. Inoltre, proprio la mancanza di comunicazione è uno dei tasti dolenti che riguardano il nostro Ateneo. Molte occasioni vengono perse perché gli studenti non vengono informati: il mio discorso non riguarda soltanto i lati oscuri della burocrazia ma anche possibilità di stage e tirocini, pubblicazioni, progetti, premi. Comunicazione e trasparenza devono essere le parole d’ordine del rapporto tra istituzioni e studenti.»